Relazioni e identità

Psicologo LGBT+ a Milano: psicoterapia affermativa

Lavoro con persone e coppie LGBT+ con un approccio affermativo: l’orientamento sessuale e l’identità di genere non sono il problema da trattare. Insegno questo lavoro clinico in diverse scuole di specializzazione in psicoterapia.

Cosa significa approccio affermativo

Significa che parto da un presupposto chiaro, condiviso dalle linee guida dell’American Psychological Association: le identità lesbiche, gay, bisessuali, trans e non binarie sono varianti normali dell’esperienza umana.1 2 Non devi spiegarmi chi sei né educarmi. Puoi portare in seduta quello che ti serve.

Non pratico e mi oppongo alle cosiddette terapie di conversione, che non hanno basi scientifiche e causano danni.

Le persone LGBT+ vengono in terapia per gli stessi motivi di tutti: ansia, depressione, relazioni, lavoro. A volte, però, ci sono temi specifici:

  • Coming out, in famiglia o al lavoro
  • Omofobia, bifobia o transfobia interiorizzate
  • Esperienze di discriminazione o violenza
  • Identità di genere e percorsi di affermazione
  • Relazioni e accordi di coppia
  • Genitorialità e famiglie arcobaleno
  • Rapporto con la famiglia d’origine
  • Visibilità e carriera

Il minority stress

Il modello del minority stress, proposto da Ilan Meyer, spiega perché le persone LGBT+ mostrano tassi più alti di ansia e depressione: non per l’identità in sé, ma per lo stress aggiuntivo legato a stigma, discriminazione, necessità di nascondersi e attesa del rifiuto.3

Questo stress si accumula anche quando non ci sono episodi evidenti: controllare come ci si presenta, scegliere a chi dirlo, valutare se un luogo è sicuro. Riconoscerlo cambia il modo di leggere i propri sintomi.

Come lavoro

  1. Uno spazio sicuro

    Uso il nome e i pronomi che mi indichi. La sicurezza psicologica in seduta è la base di tutto il resto.

  2. Capire cosa pesa

    Distinguiamo ciò che riguarda la tua storia personale da ciò che deriva dal contesto e dallo stigma.

  3. Strumenti concreti

    Lavoro con la terapia cognitivo-comportamentale e l’EMDR, adattati alla tua esperienza.

  4. Relazioni e contesti

    Se serve, lavoriamo sulla coppia, sulla famiglia o sul lavoro, anche con terapia di coppia.

Mi occupo di inclusione anche nelle aziende, con percorsi su diversità e sicurezza psicologica.

Domande frequenti

Devo essere già sicuro della mia identità per iniziare?

No. La terapia può essere proprio lo spazio in cui esplorare domande sul tuo orientamento o sulla tua identità di genere, senza fretta e senza obiettivi imposti.

Lavori con persone trans e non binarie?

Sì. Posso accompagnarti nelle fasi del percorso di affermazione di genere e lavoro in rete con altri professionisti quando serve.

Segui anche coppie dello stesso sesso?

Sì. Seguo coppie LGBT+ in terapia di coppia, con attenzione ai temi specifici che possono emergere.

Si può fare online?

Sì. Per chi vive in contesti poco accoglienti l’online è spesso la scelta più semplice.

Fonti

  1. American Psychological Association (2012). Guidelines for psychological practice with lesbian, gay, and bisexual clients. American Psychologist, 67(1), 10–42.
  2. American Psychological Association (2015). Guidelines for psychological practice with transgender and gender nonconforming people. American Psychologist, 70(9), 832–864.
  3. Meyer I.H. (2003). Prejudice, social stress, and mental health in lesbian, gay, and bisexual populations: conceptual issues and research evidence. Psychological Bulletin, 129(5), 674–697.
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