Cosa significa approccio affermativo
Significa che parto da un presupposto chiaro, condiviso dalle linee guida dell’American Psychological Association: le identità lesbiche, gay, bisessuali, trans e non binarie sono varianti normali dell’esperienza umana.1 2 Non devi spiegarmi chi sei né educarmi. Puoi portare in seduta quello che ti serve.
Non pratico e mi oppongo alle cosiddette terapie di conversione, che non hanno basi scientifiche e causano danni.
Le persone LGBT+ vengono in terapia per gli stessi motivi di tutti: ansia, depressione, relazioni, lavoro. A volte, però, ci sono temi specifici:
- Coming out, in famiglia o al lavoro
- Omofobia, bifobia o transfobia interiorizzate
- Esperienze di discriminazione o violenza
- Identità di genere e percorsi di affermazione
- Relazioni e accordi di coppia
- Genitorialità e famiglie arcobaleno
- Rapporto con la famiglia d’origine
- Visibilità e carriera
Il minority stress
Il modello del minority stress, proposto da Ilan Meyer, spiega perché le persone LGBT+ mostrano tassi più alti di ansia e depressione: non per l’identità in sé, ma per lo stress aggiuntivo legato a stigma, discriminazione, necessità di nascondersi e attesa del rifiuto.3
Questo stress si accumula anche quando non ci sono episodi evidenti: controllare come ci si presenta, scegliere a chi dirlo, valutare se un luogo è sicuro. Riconoscerlo cambia il modo di leggere i propri sintomi.
Come lavoro
Uno spazio sicuro
Uso il nome e i pronomi che mi indichi. La sicurezza psicologica in seduta è la base di tutto il resto.
Capire cosa pesa
Distinguiamo ciò che riguarda la tua storia personale da ciò che deriva dal contesto e dallo stigma.
Strumenti concreti
Lavoro con la terapia cognitivo-comportamentale e l’EMDR, adattati alla tua esperienza.
Relazioni e contesti
Se serve, lavoriamo sulla coppia, sulla famiglia o sul lavoro, anche con terapia di coppia.
Mi occupo di inclusione anche nelle aziende, con percorsi su diversità e sicurezza psicologica.
Domande frequenti
Devo essere già sicuro della mia identità per iniziare?
No. La terapia può essere proprio lo spazio in cui esplorare domande sul tuo orientamento o sulla tua identità di genere, senza fretta e senza obiettivi imposti.
Lavori con persone trans e non binarie?
Sì. Posso accompagnarti nelle fasi del percorso di affermazione di genere e lavoro in rete con altri professionisti quando serve.
Segui anche coppie dello stesso sesso?
Sì. Seguo coppie LGBT+ in terapia di coppia, con attenzione ai temi specifici che possono emergere.
Si può fare online?
Sì. Per chi vive in contesti poco accoglienti l’online è spesso la scelta più semplice.
Fonti
- American Psychological Association (2012). Guidelines for psychological practice with lesbian, gay, and bisexual clients. American Psychologist, 67(1), 10–42.
- American Psychological Association (2015). Guidelines for psychological practice with transgender and gender nonconforming people. American Psychologist, 70(9), 832–864.
- Meyer I.H. (2003). Prejudice, social stress, and mental health in lesbian, gay, and bisexual populations: conceptual issues and research evidence. Psychological Bulletin, 129(5), 674–697.