Ansia normale e disturbo d’ansia
L’ansia è una risposta utile: ci prepara a un esame, a una scadenza, a un pericolo. Diventa un problema quando resta accesa anche senza una minaccia reale, dura per mesi e occupa spazio che servirebbe ad altro.
Nell’ansia generalizzata la preoccupazione salta da un tema all’altro: il lavoro, la salute, i figli, i soldi, il futuro. Di solito si accompagna a:
- Difficoltà a fermare i pensieri
- Tensione muscolare, mal di testa, mandibola serrata
- Stanchezza anche senza sforzo
- Irritabilità
- Difficoltà di concentrazione, vuoti di memoria
- Sonno difficile o non riposante
- Bisogno di controllare e prevedere tutto
- Rinvio delle decisioni
Perché la preoccupazione si mantiene
Il rimuginio sembra utile. Chi si preoccupa molto spesso pensa che preoccuparsi lo prepari al peggio o eviti che le cose vadano male. In realtà il rimuginio non risolve problemi concreti: gira attorno a ipotesi.
La ricerca ha individuato un elemento centrale: l’intolleranza dell’incertezza.3 Quando non sapere come andranno le cose è vissuto come insopportabile, la mente prova a colmare il vuoto immaginando tutti gli scenari possibili. Ogni scenario genera nuova ansia, e l’ansia spinge a pensare ancora.
Anche le strategie per calmarsi contano: chiedere rassicurazioni, cercare informazioni online, controllare, evitare. Danno sollievo per qualche minuto e confermano l’idea che l’incertezza vada eliminata.
Come lavoro con l’ansia
Osservare il rimuginio
Impari a riconoscere quando stai rimuginando e a distinguerlo dal pensare a un problema reale.
Mettere alla prova le previsioni
Annotiamo le preoccupazioni e verifichiamo cosa succede davvero. È lo stesso metodo degli studi che hanno misurato quante preoccupazioni si avverano.
Allenare la tolleranza dell’incertezza
Riduciamo gradualmente controlli, rassicurazioni e rinvii, così il cervello impara che può reggere il non sapere.
Corpo e sonno
Lavoriamo sulla tensione fisica e sulle abitudini che mantengono il sonno leggero.
L’ansia si presenta spesso insieme ad attacchi di panico, pensieri ossessivi o periodi di stress lavorativo. Nel primo colloquio capiamo quale di questi elementi pesa di più.
Domande frequenti
Come capisco se la mia ansia è un disturbo?
Un criterio pratico è l’impatto: se la preoccupazione dura da mesi, è difficile da fermare e ti toglie sonno, concentrazione o piacere, vale la pena parlarne con uno specialista.
Servono farmaci?
Non sempre. La terapia cognitivo-comportamentale da sola è efficace per molte persone. Se assumi già farmaci, o se servono, lavoro in coordinamento con lo psichiatra o il medico curante.
Quanto dura la terapia per l’ansia?
Nei protocolli studiati per l’ansia generalizzata le sedute sono in genere tra 12 e 16. La durata reale la valutiamo insieme nel primo colloquio.
Funziona anche online?
Sì. Per i disturbi d’ansia la terapia cognitivo-comportamentale online ha mostrato risultati comparabili a quella in presenza.4
Fonti
- Cuijpers P. et al. (2014). Psychological treatment of generalized anxiety disorder: a meta-analysis. Clinical Psychology Review, 34(2), 130–140.
- LaFreniere L.S., Newman M.G. (2020). Exposing worry’s deceit: percentage of untrue worries in generalized anxiety disorder treatment. Behavior Therapy, 51(3), 413–423.
- Dugas M.J. et al. (1998). Generalized anxiety disorder: a preliminary test of a conceptual model. Behaviour Research and Therapy, 36(2), 215–226.
- Carlbring P. et al. (2018). Internet-based vs. face-to-face cognitive behavior therapy for psychiatric and somatic disorders: an updated systematic review and meta-analysis. Cognitive Behaviour Therapy, 47(1), 1–18.