Ansia e pensieri

Attacchi di panico: psicoterapia a Milano e online

Lavoro con persone che hanno attacchi di panico usando la terapia cognitivo-comportamentale, l’approccio con le prove di efficacia più solide per questo disturbo.1 In studio a Porta Venezia oppure online.

Cos’è un attacco di panico

Un attacco di panico è un’ondata improvvisa di paura intensa che raggiunge il picco in pochi minuti. Arriva spesso senza un motivo evidente: in metropolitana, in riunione, di notte, a volte nel momento in cui ci si rilassa.

I sintomi più comuni sono fisici:

  • Battito accelerato o martellante
  • Fiato corto, senso di soffocamento
  • Dolore o oppressione al petto
  • Vertigini, testa leggera
  • Tremori, sudorazione, brividi o vampate
  • Formicolii alle mani o al viso
  • Nausea
  • Sensazione di irrealtà o di distacco da sé
  • Paura di morire, di impazzire o di perdere il controllo

L’attacco è spaventoso ma non è pericoloso: il corpo attiva la stessa risposta d’allarme che userebbe davanti a una minaccia reale. Il problema nasce quando la paura si sposta dagli attacchi stessi alla possibilità di averne un altro. A quel punto si parla di disturbo di panico.

Perché gli attacchi si ripetono

Il modello cognitivo del panico, descritto da David Clark nel 1986, spiega il meccanismo.3 Una sensazione fisica normale, come il cuore che accelera dopo le scale, viene letta come segnale di pericolo. Quella lettura aumenta l’ansia, l’ansia amplifica le sensazioni e le sensazioni sembrano confermare il pericolo.

Circolo del panico: sensazione fisica, interpretazione catastrofica, ansia, sensazioni più forti Sensazione fisicail cuore accelera Interpretazione“sto per avere un infarto” Ansiala risposta d’allarme sale Sensazioni più fortie sembrano conferme

A mantenere il circolo contribuiscono anche le strategie che usiamo per proteggerci: evitare luoghi e situazioni, uscire solo accompagnati, tenere sempre l’acqua o un farmaco in tasca, sedersi vicino all’uscita. Servono nel momento, ma impediscono di scoprire che la catastrofe temuta non arriva.4 Col tempo gli evitamenti si allargano e possono diventare agorafobia.

Come lavoro con gli attacchi di panico

Il trattamento cognitivo-comportamentale del panico è strutturato e ha obiettivi misurabili. Nel mio lavoro segue quattro fasi.

  1. Capire il tuo circolo

    Ricostruiamo insieme gli ultimi attacchi: dove, quali sensazioni, quali pensieri, cosa hai fatto dopo. Ogni persona ha un circolo specifico.

  2. Rileggere le sensazioni

    Lavoriamo sulle interpretazioni catastrofiche, mettendole alla prova con i dati della tua esperienza.

  3. Esposizione

    Provochiamo in modo graduale e controllato le sensazioni temute, per esempio facendo girare la testa o accelerando il respiro, e affrontiamo le situazioni evitate. È la parte che produce il cambiamento più stabile.

  4. Togliere le stampelle

    Riduciamo uno alla volta i comportamenti di sicurezza e prepariamo un piano per gestire eventuali ricadute.

Se assumi già farmaci, o se pensi che possano servirti, lavoro in coordinamento con il tuo psichiatra o medico curante.

Quando chiedere aiuto

Il primo passo, se non l’hai già fatto, è una visita dal medico per escludere cause fisiche come problemi cardiaci o tiroidei. Se gli esami sono a posto e gli attacchi continuano, o se hai iniziato a evitare situazioni per paura che arrivino, una psicoterapia mirata è indicata.

Se hai dolore al petto o difficoltà a respirare che non hai mai avuto prima, chiama il 112.

Gli attacchi di panico si accompagnano spesso ad ansia generalizzata o a fobie specifiche. Chi ha ruoli di grande responsabilità li sperimenta a volte dopo lunghi periodi di stress.

Domande frequenti

Quante sedute servono?

Nei protocolli studiati per il disturbo di panico la terapia cognitivo-comportamentale dura in genere tra 10 e 15 sedute. La durata reale dipende da quanto gli attacchi hanno ridotto la tua vita quotidiana, e la valutiamo insieme nel primo colloquio.

Durante un attacco si può svenire o morire?

Un attacco di panico non causa infarto né morte. Lo svenimento è raro, perché durante il panico la pressione tende a salire, mentre per svenire deve scendere. Prima di tutto, però, è giusto che un medico escluda cause fisiche.

La terapia online funziona anche per il panico?

Sì. La terapia cognitivo-comportamentale online ha mostrato risultati comparabili a quella in presenza per il disturbo di panico.5 L’esposizione si può fare anche da remoto, con esercizi che ti preparo.

Gli attacchi possono tornare dopo la terapia?

Possono ricapitare, soprattutto nei periodi di stress. La differenza è che sai riconoscerli e non alimentano più il circolo. Per questo la terapia termina con un piano di prevenzione delle ricadute.

Fonti

  1. Pompoli A. et al. (2016). Psychological therapies for panic disorder with or without agoraphobia in adults: a network meta-analysis. Cochrane Database of Systematic Reviews, 4, CD011004.
  2. Kessler R.C. et al. (2006). The epidemiology of panic attacks, panic disorder, and agoraphobia in the National Comorbidity Survey Replication. Archives of General Psychiatry, 63(4), 415–424.
  3. Clark D.M. (1986). A cognitive approach to panic. Behaviour Research and Therapy, 24(4), 461–470.
  4. Salkovskis P.M. (1991). The importance of behaviour in the maintenance of anxiety and panic: a cognitive account. Behavioural Psychotherapy, 19(1), 6–19.
  5. Carlbring P. et al. (2018). Internet-based vs. face-to-face cognitive behavior therapy for psychiatric and somatic disorders: an updated systematic review and meta-analysis. Cognitive Behaviour Therapy, 47(1), 1–18.
WhatsApp