Circa una persona su quattro che arriva in pronto soccorso per un dolore al petto soffre in realtà di disturbo di panico. In uno studio condotto in un grande ospedale cardiologico di Montréal, la maggior parte di questi casi non era stata riconosciuta dai medici che li avevano visitati.1 Non è un errore di chi sta male: i due quadri si somigliano davvero, e il corpo non fa sconti a chi ha “solo” paura.
In questo articolo spiego cosa li accomuna e cosa li distingue. Prima di tutto, però, una premessa che vale più di qualsiasi tabella: nessun articolo sostituisce una visita. Se hai un dolore al petto nuovo, intenso o diverso dal solito, chiama il 112. Anche se pensi che possa essere ansia.
Perché si somigliano tanto
Durante un attacco di panico il corpo attiva la sua risposta d’allarme. Il cuore accelera, il respiro diventa corto, i muscoli del torace si contraggono, si suda. Sono esattamente le sensazioni che associamo a un problema cardiaco.
A questo si aggiunge il pensiero. “Sto avendo un infarto” è una delle interpretazioni più frequenti durante un attacco, e da sola basta ad aumentare la paura, quindi l’adrenalina, quindi i sintomi. È il circolo descritto dal modello cognitivo del panico.2 Per questo molte persone che soffrono di attacchi di panico hanno alle spalle una lunga serie di esami: elettrocardiogrammi, holter, visite cardiologiche. All’inizio è giusto così.
Le differenze più frequenti
Quelle che seguono sono tendenze, non regole. Aiutano a capire, non a fare una diagnosi da soli.
| Attacco di panico | Infarto | |
|---|---|---|
| Come inizia | All’improvviso, spesso a riposo o in un momento tranquillo | Spesso durante o dopo uno sforzo, ma può accadere anche a riposo |
| Il dolore | Più spesso puntorio e localizzato, varia con il respiro o con la pressione sul torace | Più spesso oppressivo, come un peso, può estendersi a braccio, mandibola, schiena o stomaco |
| Durata | Raggiunge il picco in pochi minuti, poi cala | Persiste o peggiora, di solito oltre i 15–20 minuti |
| Altri sintomi | Formicolii a mani e viso, senso di irrealtà, paura di impazzire | Sudorazione fredda, nausea, affanno, debolezza intensa |
| Chi colpisce | Inizia più spesso in giovane età adulta | Il rischio cresce con età, fumo, diabete, pressione alta, colesterolo, familiarità |
Un’avvertenza importante: nelle donne, nelle persone anziane e in chi ha il diabete l’infarto può presentarsi in modo meno tipico, con stanchezza, affanno, nausea o dolore alla schiena e allo stomaco. È uno dei motivi per cui l’autodiagnosi non funziona.
La regola che conta di più
Nel dubbio, chiama. Un pronto soccorso che scopre un attacco di panico non ha perso tempo. Il contrario può costare moltissimo. Vale in particolare se è la prima volta, se il dolore è diverso da quelli già valutati, se hai fattori di rischio cardiovascolare, o se i sintomi durano più di qualche minuto e peggiorano.
Dopo un elettrocardiogramma normale
Qui comincia la parte di cui mi occupo io. Molte persone escono dal pronto soccorso con la diagnosi di “attacco d’ansia” e nessuna indicazione su cosa fare dopo. A volte si sentono quasi in colpa per aver “disturbato”. Poi l’attacco ritorna, e con lui la domanda di sempre: e se questa volta fosse davvero il cuore?
È così che il disturbo di panico si consolida. Ogni sensazione nel petto viene controllata, interpretata, temuta. Si misura il polso, si evitano le scale e lo sport, si rinuncia al caffè, a volte al sesso o ai viaggi. Il cuore diventa il centro della vita proprio di chi ha un cuore sano.
Se gli esami hanno escluso cause fisiche e gli attacchi si ripetono, la strada più efficace è una psicoterapia cognitivo-comportamentale mirata.3 Non serve a convincerti che non hai niente. Serve a cambiare il rapporto con le sensazioni del corpo, fino a non averne più paura. Il medico resta un alleato: se compaiono sintomi nuovi si valutano di nuovo, senza vergogna.
Quando chiedere aiuto
Quando gli attacchi sono più di uno. Quando cominci a evitare luoghi o attività per timore che tornino. Quando il pensiero del cuore ti accompagna anche nelle giornate tranquille. Ne parlo nella pagina sugli attacchi di panico e nell’articolo su cosa fare durante un attacco.
Domande frequenti
Un attacco di panico può causare un infarto?
In una persona con cuore sano, un attacco di panico non provoca un infarto. Ma questa valutazione spetta al medico, soprattutto al primo episodio o in presenza di fattori di rischio.
Se l’elettrocardiogramma è normale posso stare tranquillo?
Un elettrocardiogramma normale durante i sintomi è un’informazione importante, ma non sempre sufficiente. Segui le indicazioni del medico sugli esami successivi.
È normale andare più volte al pronto soccorso?
Succede a molte persone con disturbo di panico. Se accade spesso, è il segnale che serve un trattamento mirato, non che si sta esagerando.
Fonti
- Fleet R.P. et al. (1996). Panic disorder in emergency department chest pain patients: prevalence, comorbidity, suicidal ideation, and physician recognition. The American Journal of Medicine, 101(4), 371–380.
- Clark D.M. (1986). A cognitive approach to panic. Behaviour Research and Therapy, 24(4), 461–470.
- Pompoli A. et al. (2016). Psychological therapies for panic disorder with or without agoraphobia in adults: a network meta-analysis. Cochrane Database of Systematic Reviews, 4, CD011004.