Sicurezza nelle relazioni

Quando manca la sicurezza psicologica in una relazione

Sentirsi liberi di essere sé stessi con chi si ama non è un lusso. È la base.

Mi occupo di sicurezza psicologica da anni, soprattutto nelle aziende. Il concetto nasce lì, dalle ricerche di Amy Edmondson sui team di lavoro: la convinzione condivisa che si possa parlare, sbagliare, chiedere aiuto senza essere umiliati o puniti. Ma ogni volta che lo spiego in un’azienda, qualcuno alla fine mi dice, a voce bassa: «Questa cosa vale anche a casa, vero?»

Sì, vale anche a casa. Forse soprattutto lì.

Cosa significa sentirsi al sicuro con il partner

In una relazione, la sicurezza psicologica è la sensazione di poter essere sé stessi senza paura. Di poter dire «mi hai ferito» senza scatenare una guerra. Di poter ammettere un errore senza che venga usato contro di te per settimane. Di poter chiedere qualcosa senza sentirsi un peso.

Le ricerche sull’attaccamento adulto mostrano che quando il partner è una base sicura, disponibile e incoraggiante, le persone si sentono più libere di esplorare, di provare cose nuove, di crescere.1 La sicurezza non rende la relazione statica. La rende un luogo da cui partire.

I segnali di quando manca

  • Pensi a lungo a come dire una cosa, per paura della reazione.
  • Eviti alcuni argomenti, anche importanti, per non litigare.
  • Ti senti giudicato quando esprimi un’emozione.
  • Un tuo errore viene ricordato e rinfacciato a lungo.
  • Dopo una discussione arriva il silenzio, e non sai quando finirà.
  • Ti accorgi di essere più te stesso con gli amici che con il partner.
  • Sei sempre un po’ in allerta, anche nei momenti tranquilli.

Molte di queste situazioni non sono violenza. Ma, sommate, producono una vita di coppia in cui si sta in guardia invece di stare insieme.

Cosa succede quando ci si trattiene

Una ricerca sulle coppie ha mostrato che quando le persone sopprimono le proprie emozioni per evitare conflitti, il prezzo lo pagano entrambi: si riducono il benessere personale e la qualità della relazione, anche per il partner che non sa nulla.2 Tenersi tutto dentro sembra un modo per proteggere la relazione, ma a lungo andare la svuota.

Da dove si comincia

Dare un nome a quello che senti

Spesso il primo passo è riconoscere che non ti senti al sicuro. Sembra poco, ma cambia il modo di guardare la relazione: non è che sei “troppo sensibile”, è che manca qualcosa di importante.

Osservare i momenti di sicurezza

Anche nelle relazioni difficili ci sono momenti in cui ci si sente a proprio agio. Capire cosa li rende possibili è prezioso.

Parlarne, quando è possibile

Se il partner è disponibile, parlarne in un momento calmo, partendo da te: «A volte ho paura di dirti le cose. Vorrei che potessimo parlarne.»

Chiedere aiuto

Una terapia di coppia può essere lo spazio in cui la sicurezza si ricostruisce, perché c’è un terzo che protegge la conversazione. Se il partner non è disponibile, si può iniziare da soli.

Se la paura che provi riguarda la tua incolumità, o se ci sono minacce, controllo o violenza, la priorità è la tua sicurezza. Il numero antiviolenza 1522 è gratuito e attivo 24 ore su 24.

Ho scritto di sicurezza psicologica nei team e in terapia. Trovi come lavoro con le coppie nella pagina sulla terapia di coppia.

Domande frequenti

La sicurezza psicologica significa non litigare mai?

No. Le coppie con più sicurezza psicologica spesso discutono apertamente. La differenza è che il conflitto non diventa una minaccia per la relazione o per la persona.

Si può ricostruire la sicurezza in una relazione lunga?

Sì, se entrambi sono disposti a lavorarci. Richiede tempo, perché la sicurezza si costruisce con esperienze ripetute, non con una promessa.

E se sono io a non far sentire al sicuro il partner?

Accorgersene è già un passo importante. In terapia si può lavorare su come reagisci nei momenti di tensione, senza colpevolizzarsi.

Fonti

  1. Feeney B.C. (2004). A secure base: responsive support of goal strivings and exploration in adult intimate relationships. Journal of Personality and Social Psychology, 87(5), 631–648.
  2. Impett E.A. et al. (2012). Suppression sours sacrifice: emotional and relational costs of suppressing emotions in romantic relationships. Personality and Social Psychology Bulletin, 38(6), 707–720.
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