Fine delle relazioni e lutto

Chiudere una relazione: come accompagno chi deve lasciare andare

Una separazione è un lutto, anche quando è stata scelta. Ecco come lavoro con chi la sta attraversando.

Quando una relazione finisce, molte persone si sentono dire frasi come «passerà», «ne troverai un altro», «non ne valeva la pena». Sono dette con affetto, ma raramente aiutano. Chi arriva nel mio studio dopo una separazione spesso ha bisogno prima di tutto di una cosa: che il suo dolore venga preso sul serio.

Perché la fine di una relazione importante è un lutto. Anche quando l’hai scelta tu. Anche quando sai che era la cosa giusta.

Cosa succede dopo una separazione

Le ricerche di David Sbarra hanno seguito giorno per giorno persone che avevano appena chiuso una relazione. La tristezza tendeva a diminuire con il tempo, ma non in modo lineare: c’erano giorni buoni e giorni in cui tutto tornava, spesso senza un motivo apparente.1 Se ti sembra di fare un passo avanti e due indietro, è normale.

C’è poi un aspetto meno visibile. La fine di una relazione lunga mette in crisi l’immagine di sé: molte abitudini, progetti, perfino gusti erano condivisi, e ci si chiede chi si è senza l’altro.2 È uno dei motivi per cui alcune separazioni fanno così male.

Come lavoro con chi sta chiudendo una relazione

Ogni storia è diversa, ma il lavoro segue di solito alcuni passaggi.

  1. Dare spazio al dolore

    Prima di tutto ascolto. Tristezza, rabbia, sollievo, nostalgia, senso di colpa possono convivere nello stesso giorno. Non c’è un modo giusto di sentirsi.

  2. Mettere in ordine la storia

    Ricostruiamo insieme cosa è successo, senza processi. Capire aiuta a smettere di girare in tondo attorno alle stesse domande.

  3. Gestire il contatto

    Decidiamo insieme come gestire messaggi, social, incontri. A volte serve un periodo di distanza netta, a volte, per esempio quando ci sono figli, servono regole chiare per una comunicazione utile e non dolorosa.

  4. Attraversare i momenti difficili

    Le sere, i fine settimana, le ricorrenze. Prepariamo strategie concrete per i momenti in cui la mancanza è più forte.

  5. Ricostruire chi sei

    Ritroviamo interessi, relazioni e progetti che erano stati messi da parte, e ne costruiamo di nuovi. È il passaggio che più spesso trasforma la fine in un nuovo inizio.

Una cosa che sorprende

In uno studio dell’Università dell’Arizona, alcune persone appena lasciate venivano invitate più volte a riflettere sulla propria separazione, nell’ambito della ricerca. Ci si aspettava che questo riaprisse le ferite. Invece chi rifletteva di più recuperava meglio: aveva un’immagine di sé più chiara e si sentiva meno solo.3 Non è il ricordare in sé che fa male, ma il ricordare senza riuscire a dare un senso. Ed è esattamente ciò su cui si lavora in terapia.

Quando la relazione ti faceva male

Se la relazione era segnata da controllo, svalutazione o violenza, la separazione ha caratteristiche particolari: alla tristezza si mescolano confusione, paura, a volte un legame difficile da sciogliere. In questi casi integro il lavoro con tecniche specifiche per il trauma, come l’EMDR. Ne parlo nella pagina su trauma, violenza e abuso.

Se il dolore è così forte da farti pensare di non voler più vivere, non restare da solo con questi pensieri. Parlane subito con qualcuno di cui ti fidi, con il tuo medico, oppure chiama il 112 o Telefono Amico Italia allo 02 2327 2327.

Se state ancora decidendo se separarvi, una terapia di coppia può aiutarvi a farlo con più chiarezza e meno dolore, soprattutto se ci sono figli. Trovi come lavoro nella pagina sulla terapia di coppia.

Domande frequenti

Quanto tempo serve per superare la fine di una relazione?

Non c’è un tempo uguale per tutti. Molte persone notano un miglioramento importante nei primi mesi, ma alcuni momenti, come le ricorrenze, possono restare difficili più a lungo.

È normale sentirsi sollevati e tristi allo stesso tempo?

Sì, è molto frequente, soprattutto quando la separazione è stata scelta. Le emozioni contrastanti non significano che hai sbagliato decisione.

Devo bloccare il mio ex sui social?

Spesso aiuta, almeno per un periodo, perché ogni contenuto riapre la ferita. Non è una regola rigida: ne parliamo insieme in base alla tua situazione.

Fonti

  1. Sbarra D.A., Emery R.E. (2005). The emotional sequelae of nonmarital relationship dissolution: analysis of change and intraindividual variability over time. Personal Relationships, 12(2), 213–232.
  2. Slotter E.B., Gardner W.L., Finkel E.J. (2010). Who am I without you? The influence of romantic breakup on the self-concept. Personality and Social Psychology Bulletin, 36(2), 147–160.
  3. Larson G.M., Sbarra D.A. (2015). Participating in research on romantic breakups promotes emotional recovery via changes in self-concept clarity. Social Psychological and Personality Science, 6(4), 399–406.
WhatsApp