Ansia e paura

Psicoterapia per gli attacchi di panico a Milano

Più di una persona su quattro ha almeno un attacco di panico nella vita. Meno di una su venti sviluppa un disturbo di panico.*1 La differenza la fa soprattutto ciò che succede dopo il primo attacco.

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Cos’è e come si manifesta

Un attacco di panico è un’ondata improvvisa di paura intensa, che raggiunge il picco in pochi minuti. Il cuore accelera, manca il respiro, compaiono vertigini, formicolii, sensazione di irrealtà. Spesso arriva il pensiero di stare per svenire, avere un infarto, perdere il controllo.

Sono sensazioni molto forti, ma non pericolose. Sono la risposta di allarme del corpo, la stessa che ci aiuta davanti a un pericolo reale, che si attiva quando il pericolo non c’è.

Il problema nasce quando si comincia ad avere paura della paura. Si controlla il battito, si evitano i luoghi in cui è successo, si esce solo accompagnati o con una bottiglia d’acqua sempre in borsa. David Clark ha descritto questo meccanismo: le sensazioni del corpo vengono interpretate come segnali di catastrofe, e questa interpretazione fa salire ancora l’ansia.*2 Gli evitamenti e i comportamenti protettivi, a loro volta, impediscono di scoprire che la catastrofe non arriva.*3

Se non l’hai ancora fatto, è giusto parlarne prima con il tuo medico, per escludere cause fisiche dei sintomi. È un passaggio che rassicura e che fa parte del percorso.

Come lavoro

Uso la terapia cognitivo-comportamentale, l’approccio con le prove di efficacia più solide per il disturbo di panico.*4 Il lavoro segue alcuni passaggi.

  1. Capire il circolo del panico

    Ricostruiamo insieme cosa succede durante un attacco: le sensazioni, i pensieri, ciò che fai per proteggerti. Capire il meccanismo riduce già una parte della paura.

  2. Rivedere le interpretazioni

    Mettiamo alla prova i pensieri catastrofici con i fatti, non con la rassicurazione: cosa succede davvero al corpo durante l’ansia, e cosa no.

  3. Esposizione alle sensazioni

    Con esercizi graduali, in seduta, provochiamo volutamente alcune sensazioni temute, come il battito accelerato o il giramento di testa. È il modo più diretto per smettere di temerle.

  4. Tornare nei luoghi evitati

    Costruiamo una scala di situazioni, dalla più semplice alla più difficile, e le affronti un passo alla volta, senza le strategie di protezione.

  5. Prevenzione delle ricadute

    Prepariamo un piano per riconoscere e gestire da solo eventuali segnali di ritorno.

Ho descritto il metodo e come si svolge un percorso nella pagina sulla terapia cognitivo-comportamentale.

Il primo passo è un colloquio di 45 minuti.

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Il primo colloquio

Il primo colloquio dura 45 minuti, in studio o online. Mi racconti cosa ti porta da me, ti faccio alcune domande e alla fine ti dico come penso di poterti aiutare. Se il mio approccio non è il più adatto alla tua situazione, te lo dico e ti indico un’alternativa.

Durata, frequenza e costi del percorso li definiamo insieme, nel primo colloquio.

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Dove ricevo

Ricevo nel mio studio a Milano, in zona Porta Venezia, a pochi minuti a piedi dalla fermata Porta Venezia della metro rossa. Ricevo anche online.

Indirizzo
Piazza Santa Francesca Romana 3, 20129 Milano
Metro
M1 Porta Venezia, a pochi minuti a piedi
Online
Videochiamata, con la stessa struttura del percorso in studio

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Domande frequenti

Durante un attacco di panico posso svenire o avere un infarto?

Svenire durante un attacco di panico è raro, perché la pressione tende a salire, non a scendere. Fa eccezione chi ha paura del sangue o degli aghi. I sintomi possono somigliare a quelli di un problema cardiaco: per questo la prima volta è giusto farsi visitare dal medico.

Devo smettere i farmaci per iniziare la psicoterapia?

No. La psicoterapia si può affiancare ai farmaci. Ogni decisione sulla terapia farmacologica va presa con il medico che la prescrive.

Quanto dura il percorso?

Dipende da quanto il panico ha ristretto la tua vita e dagli obiettivi che ci diamo. Durata, frequenza e costi li definiamo insieme nel primo colloquio.

E se mi viene un attacco di panico durante la seduta?

Può succedere, e in quel caso lo affrontiamo insieme. È un’occasione concreta per vedere cosa accade alle sensazioni quando non si fugge.

Posso fare il percorso online?

Sì. Una parte del lavoro, come l’esposizione nei luoghi evitati, si svolge comunque nella tua vita quotidiana, tra una seduta e l’altra.

Fonti

  1. *1Kessler R.C., Chiu W.T., Jin R., Ruscio A.M., Shear K., Walters E.E. (2006). The epidemiology of panic attacks, panic disorder, and agoraphobia in the National Comorbidity Survey Replication. Archives of General Psychiatry, 63(4), 415–424.
  2. *2Clark D.M. (1986). A cognitive approach to panic. Behaviour Research and Therapy, 24(4), 461–470.
  3. *3Salkovskis P.M. (1991). The importance of behaviour in the maintenance of anxiety and panic: a cognitive account. Behavioural Psychotherapy, 19(1), 6–19.
  4. *4Pompoli A., Furukawa T.A., Imai H., Tajika A., Efthimiou O., Salanti G. (2016). Psychological therapies for panic disorder with or without agoraphobia in adults: a network meta-analysis. Cochrane Database of Systematic Reviews, 4, CD011004.
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