Cos’è e come si manifesta
Chi vive l’agorafobia comincia a evitare alcune situazioni: la metropolitana, i mezzi affollati, le code, i supermercati, i cinema, i viaggi in autostrada, a volte uscire di casa da soli. Al centro c’è quasi sempre una domanda: «E se mi sentissi male qui, cosa farei?»
Spesso si trovano strategie per resistere: uscire solo accompagnati, sedersi vicino all’uscita, portare sempre con sé un farmaco o una bottiglia d’acqua. Sono comprensibili, ma col tempo restringono la vita e confermano l’idea che senza di loro non ce la si farebbe.
L’agorafobia si sviluppa spesso dopo uno o più attacchi di panico, ma non sempre. In ogni caso, il meccanismo che la mantiene è lo stesso: l’evitamento.
Come lavoro
Uso la terapia cognitivo-comportamentale, con un’attenzione particolare all’esposizione graduale.
Mappa delle situazioni
Elenchiamo insieme le situazioni che eviti o affronti con fatica, e le ordiniamo dalla più semplice alla più difficile.
Capire cosa temi davvero
Diamo un nome alla catastrofe che ti aspetti: svenire, perdere il controllo, non trovare aiuto. È ciò che metteremo alla prova.
Esposizione graduale
Affronti le situazioni un passo alla volta, lasciando progressivamente le strategie di protezione. In uno studio controllato, l’esposizione nei luoghi reali guidata dal terapeuta ha ridotto l’evitamento più dell’esposizione svolta solo in autonomia.*2
Le sensazioni del corpo
Se il timore riguarda le sensazioni fisiche, lavoriamo anche su quelle, con esercizi che le provocano in modo controllato.
Autonomia
Verso la fine il lavoro è sempre più tuo: prepariamo un piano per mantenere i risultati e affrontare da solo eventuali passi indietro.
Ho descritto il metodo e come si svolge un percorso nella pagina sulla terapia cognitivo-comportamentale.
Il primo passo è un colloquio di 45 minuti.
120 € primo colloquio, prenotazione e pagamento online
Il primo colloquio
Il primo colloquio dura 45 minuti, in studio o online. Mi racconti cosa ti porta da me, ti faccio alcune domande e alla fine ti dico come penso di poterti aiutare. Se il mio approccio non è il più adatto alla tua situazione, te lo dico e ti indico un’alternativa.
Durata, frequenza e costi del percorso li definiamo insieme, nel primo colloquio.
120 € primo colloquio, prenotazione e pagamento online
Dove ricevo
Ricevo nel mio studio a Milano, in zona Porta Venezia, a pochi minuti a piedi dalla fermata Porta Venezia della metro rossa. Ricevo anche online.
- Indirizzo
- Piazza Santa Francesca Romana 3, 20129 Milano
- Metro
- M1 Porta Venezia, a pochi minuti a piedi
- Online
- Videochiamata, con la stessa struttura del percorso in studio
Domande frequenti
Agorafobia vuol dire paura degli spazi aperti?
No. Il nome inganna: la paura riguarda le situazioni da cui sarebbe difficile allontanarsi o ricevere aiuto, come i mezzi pubblici, la folla, le code o stare fuori casa da soli.
Se non riesco ad arrivare in studio?
Possiamo iniziare online. Molti passi dell’esposizione si fanno comunque nei luoghi della tua vita quotidiana, e arrivare in studio può diventare uno degli obiettivi.
L’esposizione significa buttarsi nelle situazioni peggiori?
No. Si procede per gradi, con passi concordati che senti difficili ma possibili. Decidi tu il ritmo insieme a me.
Quanto dura il percorso?
Dipende da quanto l’agorafobia ha ristretto la tua vita. Durata, frequenza e costi li definiamo insieme nel primo colloquio.
Fonti
- *1Wittchen H.-U., Gloster A.T., Beesdo-Baum K., Fava G.A., Craske M.G. (2010). Agoraphobia: a review of the diagnostic classificatory position and criteria. Depression and Anxiety, 27(2), 113–133.
- *2Gloster A.T. et al. (2011). Psychological treatment for panic disorder with agoraphobia: a randomized controlled trial to examine the role of therapist-guided exposure in situ in CBT. Journal of Consulting and Clinical Psychology, 79(3), 406–420.