Stress e burnout

Burnout: sintomi e segnali da non ignorare

Le tre dimensioni del burnout, i segnali precoci e perché non riguarda solo la testa.

Una revisione sistematica di studi prospettici, che hanno seguito lavoratori nel tempo, ha collegato il burnout a conseguenze che vanno molto oltre la stanchezza: malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, dolori muscolo-scheletrici, disturbi gastrointestinali, insonnia, depressione.1 Il burnout non è “solo stress”. È una condizione che, se ignorata, presenta il conto anche al corpo.

Eppure chi ne soffre, spesso, è l’ultimo ad accorgersene. Soprattutto se è una persona abituata a reggere tutto.

Le tre dimensioni del burnout

Christina Maslach, la psicologa che ha studiato il burnout più di chiunque altro, lo descrive attraverso tre dimensioni.2

Esaurimento

Una stanchezza che il weekend e le ferie non risolvono più. Ci si sveglia già stanchi. Le energie finiscono prima della giornata.

Distacco e cinismo

Il lavoro, le persone, i clienti, i colleghi iniziano a dare fastidio. Si diventa sarcastici, distaccati, a volte freddi. È un modo per proteggersi da un carico che non si riesce più a sostenere.

Calo dell’efficacia

La sensazione di non essere più bravi come prima, di non concludere, di sbagliare di più. A volte è vera, perché la stanchezza pesa sulla concentrazione. A volte è solo percepita, ma fa male lo stesso.

I segnali precoci

Il burnout raramente arriva all’improvviso. Di solito si costruisce in mesi, a volte anni. Alcuni segnali da prendere sul serio:

  • La domenica sera è diventata il momento peggiore della settimana
  • Pensi al lavoro appena sveglio, o ti svegli di notte pensandoci
  • Rimandi cose che prima facevi senza fatica
  • Ti irriti per dettagli che un tempo ignoravi
  • Hai smesso di fare sport, vedere amici, coltivare interessi
  • Mal di testa, tensione al collo, stomaco in subbuglio, raffreddori frequenti
  • Usi più caffè, alcol o dispositivi per tirare avanti o per staccare
  • Le ferie servono solo a recuperare, e dopo pochi giorni dal rientro sei di nuovo a zero

Non è un problema individuale

C’è un punto su cui le ricerche di Maslach insistono, e che vedo confermato anche nel mio lavoro con le aziende: il burnout nasce dall’incontro tra la persona e il contesto. Maslach individua sei aree in cui uno squilibrio lo alimenta:2

  • Carico di lavoro eccessivo rispetto alle risorse
  • Controllo: poca autonomia sulle decisioni che ti riguardano
  • Riconoscimento scarso, economico o umano
  • Comunità: relazioni di lavoro povere o conflittuali
  • Equità: la percezione di essere trattati in modo ingiusto
  • Valori in contrasto con ciò che l’organizzazione chiede

Per questo la soluzione non è mai solo “imparare a gestire lo stress”. Spesso serve anche cambiare qualcosa nel modo in cui il lavoro è organizzato. È uno dei motivi per cui mi occupo di sicurezza psicologica nelle organizzazioni.

Burnout, stress, depressione

Lo stress è una risposta a richieste elevate, in cui però si sente ancora di avere energie. Il burnout arriva quando lo stress cronico non trova recupero per troppo tempo. La depressione può somigliargli, ma tende a estendersi a tutti gli ambiti della vita, non solo al lavoro. I confini non sono sempre netti, e una valutazione aiuta a capire cosa sta succedendo.

Cosa fare

Il primo passo è riconoscere i segnali senza minimizzarli. Il secondo è parlarne: con il medico, che può valutare anche gli aspetti fisici, e con uno psicologo, che può aiutarti a ricostruire carichi, recupero, confini. Non sempre serve fermarsi del tutto. A volte sì. In entrambi i casi è una decisione che conviene prendere con lucidità, non per esaurimento.

Trovi come lavoro con lo stress e il burnout, in particolare con manager e professionisti, nella pagina su stress e burnout.

Domande frequenti

Il burnout è una malattia?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo classifica come fenomeno legato al lavoro, non come condizione medica. Può però avere conseguenze importanti sulla salute fisica e mentale.

Il burnout passa con le ferie?

Le ferie aiutano a recuperare, ma se al rientro le condizioni restano le stesse i sintomi tornano in fretta. Serve cambiare qualcosa nel rapporto con il lavoro.

Chi è più a rischio di burnout?

Chi lavora con carichi alti e poca autonomia, in contesti con poco riconoscimento. Spesso anche persone molto impegnate e affidabili, che faticano a delegare.

Fonti

  1. Salvagioni D.A.J. et al. (2017). Physical, psychological and occupational consequences of job burnout: a systematic review of prospective studies. PLoS ONE, 12(10), e0185781.
  2. Maslach C., Leiter M.P. (2016). Understanding the burnout experience: recent research and its implications for psychiatry. World Psychiatry, 15(2), 103–111.
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