Ansia e paura

Psicoterapia per l’ansia sociale a Milano

Le strategie che usiamo per non sembrare ansiosi, come parlare poco, evitare lo sguardo o prepararsi ogni frase, possono farci apparire più distanti agli occhi degli altri. In uno studio, chi le usava veniva percepito in modo meno positivo.*1

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Cos’è e come si manifesta

L’ansia sociale è la paura intensa di essere osservati, giudicati o di fare brutta figura. Può riguardare situazioni precise, come parlare in una riunione, telefonare o mangiare davanti ad altri, oppure quasi tutte le occasioni sociali.

Prima di una situazione temuta si immagina come andrà. Durante, l’attenzione si sposta su di sé: il rossore, la voce, le mani, cosa staranno pensando gli altri. Dopo, si ripassa tutto, soffermandosi sui dettagli che sembrano essere andati storti.

David Clark e Adrian Wells hanno descritto proprio questo circolo: l’attenzione rivolta a se stessi e i comportamenti protettivi impediscono di vedere come vanno davvero le cose, e mantengono la paura.*3

Come lavoro

Uso la terapia cognitivo-comportamentale. Per l’ansia sociale, la CBT individuale è risultata il trattamento psicologico più efficace in un’ampia analisi di confronto tra trattamenti.*4

  1. Il tuo circolo dell’ansia sociale

    Ricostruiamo cosa succede prima, durante e dopo le situazioni che temi.

  2. Spostare l’attenzione

    Ti alleni a portare l’attenzione fuori da te, sulla conversazione e sulle persone, invece che sui segnali del tuo corpo.

  3. Lasciare i comportamenti protettivi

    Con piccoli esperimenti verifichi cosa succede quando smetti di controllarti, e come ti vedono davvero gli altri.

  4. Esposizione graduale

    Affronti le situazioni evitate, dalla più semplice alla più difficile.

  5. Chiudere il ripasso

    Lavoriamo sul rimuginio dopo le situazioni sociali, che spesso alimenta la paura della volta successiva.

Ho descritto il metodo e come si svolge un percorso nella pagina sulla terapia cognitivo-comportamentale.

Il primo passo è un colloquio di 45 minuti.

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Il primo colloquio

Il primo colloquio dura 45 minuti, in studio o online. Mi racconti cosa ti porta da me, ti faccio alcune domande e alla fine ti dico come penso di poterti aiutare. Se il mio approccio non è il più adatto alla tua situazione, te lo dico e ti indico un’alternativa.

Durata, frequenza e costi del percorso li definiamo insieme, nel primo colloquio.

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Dove ricevo

Ricevo nel mio studio a Milano, in zona Porta Venezia, a pochi minuti a piedi dalla fermata Porta Venezia della metro rossa. Ricevo anche online.

Indirizzo
Piazza Santa Francesca Romana 3, 20129 Milano
Metro
M1 Porta Venezia, a pochi minuti a piedi
Online
Videochiamata, con la stessa struttura del percorso in studio

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Domande frequenti

È timidezza o ansia sociale?

La timidezza è un tratto comune e non è un problema in sé. Si parla di ansia sociale quando la paura del giudizio è intensa, dura nel tempo e ti porta a rinunciare a cose importanti, nel lavoro o nelle relazioni.

Dovrò fare cose imbarazzanti?

Gli esercizi si concordano insieme e si procede per gradi. A volte proviamo piccoli esperimenti, proprio per scoprire che le conseguenze temute sono molto più rare di quanto sembra.

Il percorso si può fare online?

Sì. Alcuni esercizi, come le videochiamate o le conversazioni, si prestano bene anche a distanza.

Quanto dura il percorso?

Dipende dalla tua situazione e dagli obiettivi. Durata, frequenza e costi li definiamo insieme nel primo colloquio.

Fonti

  1. *1Alden L.E., Bieling P. (1998). Interpersonal consequences of the pursuit of safety. Behaviour Research and Therapy, 36(1), 53–64.
  2. *2Kessler R.C., Berglund P., Demler O., Jin R., Merikangas K.R., Walters E.E. (2005). Lifetime prevalence and age-of-onset distributions of DSM-IV disorders in the National Comorbidity Survey Replication. Archives of General Psychiatry, 62(6), 593–602.
  3. *3Clark D.M., Wells A. (1995). A cognitive model of social phobia. In R.G. Heimberg, M.R. Liebowitz, D.A. Hope, F.R. Schneier (Eds.), Social phobia: diagnosis, assessment, and treatment (pp. 69–93). New York: Guilford Press.
  4. *4Mayo-Wilson E. et al. (2014). Psychological and pharmacological interventions for social anxiety disorder in adults: a systematic review and network meta-analysis. The Lancet Psychiatry, 1(5), 368–376.
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