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La legge contro l'omotransfobia spaventa la Cei
Rubrica Psy.LGBT Re.Post

La nuova legge contro l’omotransfobia che spaventa la CEI

La legge contro l’omotransfobia mette in allarme vescovi e gruppi anti-LGBT.

I vescovi italiani temono la nuova legge contro l’omotransfobia e dicono che “Non serve una nuova legge. Anzi, l’eventuale introduzione di ulteriori norme incriminatrici rischierebbe di aprire a derive liberticide”.

La paura dei vescovi è tuttavia infondata, così come l’idea che una legge non serva. La legge Zan contro l’omotransfobia inserisce genere, orientamento sessuale e identità di genere nelle norme a protezione dai reati e discorsi d’odio. Questo permette di tutelare contro reati omofobi e transfobici, estendendo una normativa già esistente.

Al contrario di quanto teme la CEI, il testo della legge Zan non prevede l’inclusione delle persone LGBT nel reato di propaganda. Per esempio, la legge punisce chi invita al linciaggio di una persona gay, lesbica, bisessuale o transgender. Non punisce chi dice: il matrimonio gay è  sbagliato, l’omosessualità è una malattia.

Cosa dice la legge contro l’omotransfobia:

In sostanza, le persone LGBT diventano soggetti vulnerabili. La loro condizione di “vulnerabilità” assume rilevanza giuridica. La legge riconosce così gay, lesbiche, bisessuali e transessuali come vittime vulnerabili in Italia. E il reato potrebbe ricevere un’aggravante in virtù di ciò.

Nell’articolo 4 la nuova legge contro l’omofobia estende anche il gratuito patrocinio alle persone LGBT. In Italia, la persona non abbiente ha diritto a non pagare le spese processuali. Nel 2013 è stato disposto che le vittime vulnerabili abbiano accesso al gratuito patrocinio anche sopra i limiti di legge. Come avviene per i reati di violenza di genere, con la legge Zan la persona LGBT vittima di omotransfobia non paga le spese processuali, che sono a carico dello Stato.

Viene poi ufficialmente istituita la giornata nazionale contro l’omotransfobia il 17 maggio. Tale giornata prevederà incontri e cerimonie da parte delle pubbliche amministrazioni a partire dall’anno prossimo.

Infine, lo Stato mette in atto una strategia nazionale di contrasto a omofobia e transfobia e crea un monitoraggio dell’omotransfobia in Italia attraverso l’istituto di statistica. Nessun articolo della legge comporta dunque la “deriva liberticida” tanto temuta dagli anti-LGBT.

Fonte: https://espresso.repubblica.it/attualita/2020/06/11/news/ecco-la-legge-contro-l-omofobia-che-spaventa-i-vescovi-il-rischio-di-deriva-liberticida-non-c-e-1.349989

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