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Omosessualità: paura di deludere le aspettative
Rubrica psicologica per persone LGBT+

Omosessualità: la paura di deludere le aspettative

Paura di deludere le aspettative: la presunzione di eterosessualità

Un aspetto che può rendere ancora più complesso il percorso di accettazione della tua omosessualità può essere la paura di deludere le aspettative dei propri genitori e parenti, amici e la società stessa.

Infatti, secondo un sondaggio condotto da Netflix, 99 persone su 100 danno per scontato che una persona sia eterosessuale. Cosa può implicare questo? I tuoi genitori, i tuoi amici, i tuoi colleghi, praticamente tutti coloro che ti circondano non prevedono nemmeno l’eventualità che tu non sia eterosessuale, come la maggior parte delle persone.

A livello psicologico, sapere di non essere nemmeno “pensati” può portare a percepirsi come invisibili, non visti e ancor più discriminati.

Quali aspettative?

Cosa intendiamo dicendo “paura di deludere le aspettative”? Fin da piccol*, puoi aver percepito da parte della società una pressione a conformarti agli “standard” previsti per le coppie eterosessuali. La convivenza prima, il matrimonio poi, e infine i figli.

I tuoi genitori hanno sempre desiderato vederti affrontare queste tappe evolutive. “Non vedo l’ora di essere nonn*”, “so già che piangerò moltissimo il giorno del tuo matrimonio”, sono solo alcuni esempi di frasi all’apparenza semplici ma che caricano di aspettative irrealizzabili una persona omosessuale.

Conoscere i loro desideri è per te un forte peso: il peso dell’aspettativa che loro ripongono in te. Dentro di te, sai che non potrai soddisfare ciò che loro immaginano per te.

Deludere le aspettative dei genitori può significare scontentarli, renderli ostili a te e a chi sei. Nella loro mente, la possibilità che tu non possa soddisfare queste aspettative non esiste nemmeno e ciò rende il tuo processo di accettazione ancora più complesso.

Contrastare la paura

Probabilmente, il primo passo nel percorso di accettazione della tua omosessualità è accettare tu stess* di non poter aderire al 100% alle aspettative che vengono dalla società, dai genitori e dagli amici, come ad esempio sposarsi in Chiesa o avere dei figli “naturalmente”. La prima persona che, passo dopo passo, può arrivare a sentirsi liber* di non aderire a queste aspettative sei tu. Necessario è quindi comprendere la propria unicità e la differente traiettoria di sviluppo del proprio futuro.

Il passo successivo è superare la paura di deludere le aspettative al momento del coming out con i genitori. Pensare che i tuoi genitori, statisticamente parlando, molto probabilmente fanno parte del 99% che presume l’eterosessualità delle persone, rende ancora più elevata la paura di fare coming out. Infatti, per loro potrebbe essere totalmente inaspettato e, quindi, influire negativamente sulla loro reazione. Al contrario, alcune persone omosessuali possono percepire che i genitori “sentono” o “sanno già” della propria omosessualità.

È importante ricordare che “essere differenti” non è una condanna e non significa che il proprio futuro avrà sicuramente un valore inferiore. Piuttosto, significa valorizzare la propria unicità e accettare che probabilmente si avrà un percorso qualitativamente diverso, il tuo percorso, in cui potrai trovare la dimensione per essere realmente te stess*.

È naturale acquisire la consapevolezza che il futuro può essere più complesso di quanto ci si era preposti ed è altrettanto naturale provarne paura.

Molti pazienti con cui lavoriamo insieme al mio team hanno difficoltà a superare questo ostacolo. Per riuscirci, infatti, è importante prima fare un percorso su sé stessi. Potresti avere bisogno di aiuto per farlo, ma insieme al mio team è possibile trovare la propria strada, la tua strada per essere realmente felice. Infatti, saper chiedere aiuto non è una vergogna ma significa saper riconoscere una propria debolezza.

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