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Omofobia quando la quotidianità diventa un peso
Rubrica psicologica per persone LGBT+

Omofobia: quando la quotidianità diventa un peso

Gesti semplici, emozioni difficili

L’omofobia può essere presente in ambito sociale nella tua quotidianità, rendendo pesanti anche gesti in apparenza semplici.

Ti capita mai di non riuscire a tenere la mano al tuo partner per strada? Questo gesto, che esprime vicinanza e tenerezza, è uno dei più spontanei che possono nascere quando si vuole bene ad una persona. Per le persone omosessuali, però, un gesto in apparenza così semplice può creare delle emozioni negative come ansia, paura e vergogna.

Perché accade ciò?

L’omofobia che proviene dall’ambiente sociale può esprimersi in diversi modi e può ferire molto le persone omosessuali. Occhiate, sentirsi additati, commenti sottovoce…sono gesti che possono sembrare innocenti.

In realtà, possono essere davvero dolorosi poiché rendono illegittimi dei gesti che in una coppia eterosessuale sono visti in modo “naturale”.

Perché per le persone omosessuali è tutto più difficile?

Le persone omosessuali portano con sé il cosiddetto minority stress, cioè tutti quegli stressor quotidiani che sono frutto dell’appartenenza ad una minoranza, come discriminazioni, microaggressioni e invalidazioni.

Per questi motivi, una relazione omosessuale può vivere molti più ostacoli di una eterosessuale.

Basti pensare anche al ritorno in ufficio dopo un weekend. Tutti i colleghi raccontano di aver trascorso del tempo con i/le loro compagni/e eterosessuali e tu ti ritrovi sempre a dover omettere la compagnia del tuo partner.

Generalmente, non si parla della propria relazione omosessuale per la paura di subire omofobia da parte delle persone che ci ascoltano, che non consiste solo in un’aggressione aperta, ma anche attraverso commenti, sguardi e pause nel discorso.

È possibile farcela?

Può essere davvero difficile superare i commenti negativi, sentirsi gli occhi addosso e non potersi esprimere appieno per quello che si è.

Purtroppo, non possiamo controllare il modo in cui gli altri reagiscono. In una società ideale, nessuno sarebbe discriminato a causa del suo orientamento sessuale, tuttavia la realtà è ancora molto diversa.

Quello che però si può fare è lavorare su sé stessi. Accettarsi, in primis, il primo passo per riuscire a essere chi sei davvero. Se riesci a esprimere chi sei, può essere il primo passo per riuscire, ad esempio, a tenere la mano del tuo partner per strada.

Cambiare la tua visione di chi sei, può aiutarti anche a cambiare il modo in cui guardi al mondo: se stimerai te stess*, saprai di poter contare sulla persona più importante per te: tu stess*.

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