L’omofobia istituzionale in Italia <span class="bsf-rt-reading-time"><span class="bsf-rt-display-label" prefix="⌚ Tempo di lettura"></span> <span class="bsf-rt-display-time" reading_time="3"></span> <span class="bsf-rt-display-postfix" postfix="minuti"></span></span><!-- .bsf-rt-reading-time -->

L'omofobia istituzionale in Italia
Rubrica psicologica per persone LGBT+

L’omofobia istituzionale in Italia

Cosa significa “omofobia istituzionale”?

È facile identificare l’omofobia in un atto di violenza verso una persona omosessuale o transgender. Ma si può riconoscere con tanta facilità anche altre differenti forme di omofobia? 

L’attitudine negativa verso le persone omosessuali o transgender mostrata dallo Stato ci porta a parlare di omofobia istituzionale, che purtroppo esiste anche in Italia.

Pensare che la tua identità di genere o orientamento sessuale, aspetti così importanti ed intimi della tua vita, possano essere non solo osteggiati e discriminati a livello sociale, ma addirittura banditi dalla legislazione stessa di alcuni stati è davvero inconcepibile. Pensare che le emozioni e l’amore che provi possano essere “sbagliati” agli occhi della legge non è solo frustrante, ma anche molto doloroso.

La discriminazione da parte delle istituzioni fa quasi più male di quella che giunge ogni giorno da parte della società, della famiglia e della comunità. Le istituzioni proteggono “dall’alto” i diritti di tutti, ma sapere che in quel “tutti” le persone omosessuali o transgender spesso non sono comprese è davvero doloroso.

L’omofobia istituzionale nel mondo

Purtroppo, non sempre lo Stato tutela anche i cittadini appartenenti alle minoranze, anzi esistono dei Paesi in cui l’omosessualità è addirittura osteggiata. Come si può considerare illegale provare delle emozioni o l’amore? Sapere che nel proprio Paese l’omosessualità è illegale porta a vivere il proprio amore di nascosto oppure a reprimere per sempre questo aspetto così importante di sé, con delle ricadute pesantissime sulla psiche dell’individuo.

Andando in giro per il mondo, possiamo notare che sono 68 i Paesi in cui l’omosessualità è illegale. Analizziamo la situazione in Asia: in 21 dei 42 Paesi asiatici l’omosessualità è illegale. Nella metà dei Paesi in cui è illegale, l’omosessualità vietata è solo quella maschile. Questo aspetto getta ancora maggiore discriminazione, lasciando trasparire l’idea che esistano delle tipologie “peggiori” di omosessualità.

In altri paesi, la legislazione è ancora più dura, attraverso pene come il carcere a vita o, addirittura, la pena di morte.

In realtà, ci sono molti Paesi nel mondo in cui non c’è una legislazione esplicita sull’illegalità dell’omosessualità, però non esiste nemmeno una tutela verso le persone LGBT+ da parte dello Stato e quindi le discriminazioni vengono perpetrate da parte della società, la famiglia o la comunità. Questo sembra essere, ad esempio, il caso italiano.

A che punto siamo in Italia?

Partiamo da molto tempo fa, esattamente il 1953: il giurista Salvatore Messina sulla rivista specializzata “Ulisse” propose “il divieto dell’omosessualità” sostenendo che “il diritto è tutela del minimo etico” e che “il diritto penale non è solo tutela della libertà degli individui, ma tutela, altresì, di molti altri valori: e tra i valori concernenti la moralità pubblica sembra sia da annoverare quello concernente il divieto dell’omosessualità”.

Da quel punto in poi, molte proposte di legge si sono susseguite senza un’effettiva approvazione. Il fatto che la legge non ritenga illegale l’omosessualità non è sufficiente per far cessare le discriminazioni e le persone omosessuali si sentano realmente accettate a livello sociale.

Basti pensare all’approvazione della Legge sulle unioni civili del 2016. È, certamente, una prima vittoria. Però, se guardiamo attentamente, è stato appositamente inserito un cavillo. I matrimoni omosessuali non prevedono l’obbligo di fedeltà. Questo aspetto non fa che rendere meno valide le unioni omosessuali, che, secondo la legge, non hanno la stessa dignità e valore di un’unione tra persone eterosessuali.

Italia omofoba?

Depenalizzare l’omosessualità non basta, come detto sopra, per eliminare le discriminazioni omofobiche a livello sociale. La necessità sarebbe quella di legiferare per assicurare una maggiore tutela alle persone LGBT+, come ad esempio ha fatto la Svizzera. Infatti, proprio pochi mesi fa, a febbraio 2020, il Paese ha approvato una legge contro l’omotransfobia, che può iniziare a cambiare le cose.

La Camera ha respinto le prime due proposte di disegni di legge contro l’omotransfobia. Oggi, è in atto la ridiscussione di questa nuova legge: una sua approvazione potrebbe essere un primo passo verso il cambiamento. Un cambiamento che porterebbe le persone omosessuali e transgender a vivere più serenamente la propria vita: sapere che chi li discrimina può avere conseguenze legali può far sentire maggiormente al sicuro.   

Vi lascio con un pensiero positivo, che possa rappresentare un primo passo in avanti. Il 17 maggio 2011, in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, il Presidente della Repubblica Napolitano ha definito «inammissibile in società democraticamente adulte» l’irrisione delle persone omosessuali.

Leave your thought here

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Il contenuto è protetto.
it_ITItalian
it_ITItalian
Select the fields to be shown. Others will be hidden. Drag and drop to rearrange the order.
  • Immagine
  • SKU
  • Valutazioni
  • Prezzo
  • Magazzino
  • Disponibilità
  • Aggiungi al carrello
  • Descrizione
  • Contenuto
  • Peso
  • Dimensioni
  • Additional information
  • Attributi
  • Custom attributes
  • Custom fields
Comparatore
Lista desideri 0
Apri la Lista desideri Continua lo shopping