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Giornalisti e tematiche LGBT+
Rubrica Psy.LGBT Re.Post

Giornalisti e cronisti impareranno a parlare di tematiche LGBT+

Il Governo investe sulla formazione dei giornalisti sulle tematiche LGBT+ e sull’immigrazione

Chi scrive per giornali e telegiornali dovrebbe sapersi rivolgere al proprio pubblico in termini corretti e senza far trasparire pregiudizi personali. Nonostante ciò, è significativo il numero di giornalisti che non sa trattare di tematiche LGBT+ e immigrazione.

Proprio per questo il Dipartimento per le Pari opportunità ha firmato due contratti per ovviare a tale problematica, formando i giornalisti su come scrivere quando si devono confrontare con questi argomenti.

Uno dei due accordi è stato firmato con Carta di Roma, associazione nata per concretizzare il protocollo deontologico dal medesimo nome. Protocollo che ha l’obiettivo di vedere un’informazione più equilibrata e rispettosa quando, sui mezzi di informazione, si parla di rifugiati e migranti.

L’altro accordo firmato dal Governo punta invece a formare i giornalisti sulle tematiche LGBT+. Tale compito è stato affidato all’associazione Gaynet, che creerà momenti formativi dedicati a tematiche di genere e LGBT+. La formazione fornita permetterà ai giornalisti di conoscere il linguaggio specifico e adatto a tali argomenti, e di decodificare gli elementi di pregiudizio nei media.

Perché è necessario formare i giornalisti?

Come possiamo vedere ogni giorno leggendo i quotidiani o guardando i telegiornali, nel mondo del giornalismo c’è davvero bisogno di maggiore consapevolezza sulle tematiche LGBT+. Troppo spesso il modo in cui vengono trattate le notizie è scorretto. Nei casi peggiori, le notizie vengono scritte in un modo che fa trasparire pregiudizi e perpetua dannosi stereotipi.

Basti pensare a quando vi sono notizie di cronaca che riguardano la tematica transgender: la maggior parte delle volte, anche se per fortuna meno spesso di quanto succedesse fino a qualche anno fa, vengono usati genere e pronomi sbagliati per le persone transgender, la cui identità viene completamente cancellata, a volta colpevolmente, ma spesso per semplice ignoranza.

Formare i giornalisti è quindi un’iniziativa estremamente positiva poiché c’è bisogno di cronisti che sappiano gestire questo genere di tematiche. Parlare nel modo corretto, specialmente quando ci si rivolge a milioni di lettori, dà un contributo enorme alla lotta contro la discriminazione e l’omofobia.  È infatti indubbio che i pregiudizi perdurino anche in virtù del modo in cui noi tutti parliamo di questi argomenti.

Fonte: https://www.adginforma.it/lgbt-e-migranti-il-governo-investe-per-formare-giornalisti-politically-correct/

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