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Differenze-di-genere-nel-covid
Rubrica di psicologia e psicoterapia

Donne o uomini, chi ha affrontato meglio il CoViD-19?

Lo shock della pandemia sulle nostre vite

Il CoViD-19 è sopraggiunto come un evento inaspettato, spaventoso, fuori dal comune e non controllabile. Le reazioni ad un episodio così fuori dall’ordinario possono essere svariate. 

In generale, una situazione così atipica non lascia indifferenti le persone che la vivono. 

Semplificando, possiamo ipotizzare di dividerci in due categorie principali: chi è riuscito a adattarsi bene alla nuova situazione, magari traendone nuove opportunità, e chi invece ha avuto diverse difficoltà e sta vivendo un periodo complesso.

Non ci sono, naturalmente, reazioni “giuste” o “sbagliate”: ogni persona ha vissuto la pandemia in condizioni uniche che, interagendo tra loro, hanno influito sui loro pensieri, comportamenti e emozioni. 

Basti pensare a chi ha dei figli: riuscire a lavorare da casa dovendo contemporaneamente badare ai bambini è una condizione che aumenta i livelli di stress. 

La mancanza dell’aria aperta, come accadeva a marzo e aprile, può aggravare la sensazione di chiusura. In questo senso, chi ha una casa con giardino o terrazzo può averne fruito positivamente. 

Inoltre, per chi ha una situazione familiare difficile e/o conflittuale essere costretti a casa può aver reso la convivenza forzata ancora più difficile e trasformato il luogo in cui ci si dovrebbe sentire al sicuro dal contagio del virus in una “prigione”. 

Un altro aspetto davvero molto negativo che alcune persone si trovano a dover affrontare è la perdita di una persona cara a causa del CoViD-19, senza aver fruito di quei riti di passaggio sociali importanti per l’elaborazione del lutto. 

Queste sono solo alcuni esempi di fattori che possono aver influito sulle reazioni alla pandemia, che, combinandosi insieme, danno origine all’esperienza soggettiva che ogni persona vive.

Donne o uomini, chi ha affrontato meglio il CoViD-19?

Alcuni ricercatori delle Università di Cambridge, Oxford e Zurigo hanno condotto una ricerca tra marzo e aprile 2020 per indagare le reazioni al CoViD-19. Analizzando le risposte di circa 15.000 persone residenti in America e nel Regno Unito, è emerso un risultato davvero molto interessante: 

i ricercatori hanno notato che esistono delle differenze di genere nella reazione al virus: lo studio dimostra come le donne abbiano affrontato e vissuto il virus in modo meno sereno rispetto agli uomini

Per comprendere meglio da quali fattori potesse essere causata questa differenza, i ricercatori hanno provato a formulare alcune ipotesi: la maggiore difficoltà di lavorare da casa per le donne a causa della presenza dei figli, il maggiore tempo dedicato alle faccende domestiche, la maggiore probabilità che le donne abbiano perso il lavoro. 

Sorprendentemente, nessuna di queste motivazioni ha influito sul maggiore stress provato dalle donne in quarantena. 

Perché le donne soffrono di più?

Ciò che risulta maggiormente interessante è che, se ci attenessimo solamente alla realtà dei fatti, sarebbe più plausibile un maggiore stress da parte degli individui maschi. Infatti, dai dati pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità italiano, emerge che le persone decedute a causa del CoViD-19 risultano per circa il 60% uomini.

Quindi, avendo escluso alcune variabili situazionali (cioè, fattori che dipendono dalle condizioni esterne in cui hanno vissuto gli uomini e le donne in questo periodo di quarantena) si potrebbe ipotizzare che le differenze di genere possano essere riconducibili ad aspetti psicologici intrinseci al genere

Un esempio potrebbe essere la capacità, maggiormente femminile, di analizzare ed immergersi nelle proprie emozioni. Prendere contatto più profondamente con le proprie emozioni può essere, in media, un aspetto maggiormente femminile; in questo periodo, prendere contatto e soffermarsi molto sugli aspetti negativi legati alla pandemia può aver portato ad un maggiore rimuginio sulle condizioni attuali.

In media, le donne mostrano anche più elevati livelli di empatia: può essere, quindi, che abbiano risentito maggiormente del contagio emotivo negativo delle persone attorno a loro, o, banalmente, guardando le notizie negative trasmesse in tv. 

Certamente, queste possono essere considerate solamente delle ipotesi sulle differenze di genere, che non intendono marcare in modo evidente le disparità tra i generi. 

In conclusione, sarebbero necessari ulteriori studi per comprendere meglio perché le donne sembrano aver risentito maggiormente della pandemia. 

Saranno differenze intrinseche al genere oppure reazioni dipendenti dalla cultura di riferimento?

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