Come essere uno psicologo LGBT+ friendly? <span class="bsf-rt-reading-time"><span class="bsf-rt-display-label" prefix="⌚ Tempo di lettura"></span> <span class="bsf-rt-display-time" reading_time="3"></span> <span class="bsf-rt-display-postfix" postfix="minuti"></span></span><!-- .bsf-rt-reading-time -->

Come essere uno psicologo LGBT+ friendly
Rubrica psicologica per persone LGBT+

Come essere uno psicologo LGBT+ friendly?

Per essere uno psicologo LGBT+ friendly, devi conoscere le microaggressioni

È da tanto tempo che ti chiedi: “come posso essere uno psicologo LGBT+ friendly?”. È importante aggiornarti e comprendere come puoi diventare uno psicologo attento alle esigenze delle persone LGBT+.

Infatti, vorresti riuscire a diventare più accorto possibile ai sentimenti, le emozioni e le peculiarità delle persone LGBT+ e per farlo è importante partire da cosa bisogna assolutamente evitare.

In primo luogo, bisogna evitare le microaggressioni, dei brevi e comuni insulti e umiliazioni che possono essere rivolte a persone appartenenti alle minoranze sia attraverso la parola, il comportamento, che l’ambiente dello studio in cui si ricevono i pazienti.

È stato sviluppato un interessante progetto fotografico da Kevin Nadal relativo alle microaggressioni verso le persone LGBT+ che illustra molto bene alcuni esempi di microaggressioni verbali.

Conoscere le parole da non dire per evitarle

Partiamo dalle microaggressioni verbali. Frasi come: “hai una fidanzata?”, oppure “sei un trans? Sembravi proprio una donna vera!” veicolano l’insensibilità verso i temi LGBT+. In particolare, chiedere ad un paziente maschio cisgender (ovvero sesso biologico e identità di genere coincidono) se ha una fidanzata presuppone chiaramente che lui debba essere eterosessuale. Certamente, l’eterosessualità è l’orientamento sessuale con maggiore prevalenza, ma se vorrai essere attento alle esigenze delle persone LGBT+ non potrai più darlo per scontato.

Inoltre, riflettiamo su cosa significhi “essere una vera donna”. Questo può dipendere solamente dal sesso biologico assegnato alla nascita? Ovviamente no e se la pensi diversamente è il caso di consigliare un professionista più adatto. Inoltre, stupirsi del fatto che una persona abbia un’identità di genere non conforme come se fosse una rivelazione inaspettata, non farà sicuramente sentire accolta la persona che hai di fronte.

Le micro aggressioni verbali possono essere di diverse tipologie. Ad esempio, il micro-attacco si esprime come una battuta esposta intenzionalmente. Il terapeuta potrebbe utilizzarla con umorismo, ma in realtà si cela un micro-attacco.  

Oppure, esistono i micro-insulti, cioè dei commenti apparentemente innocui e non intenzionali. Ad esempio, rivolgendosi ad una donna trans: “devi aver avuto molte relazioni…”.

Comportamenti da evitare

Come esposte precedentemente, le microaggressioni possono essere veicolate anche dal nostro comportamento all’accoglienza del paziente o in seduta, così come dal modo in cui il nostro studio si presenta. In poche parole, l’ambiente in cui il paziente si troverà con noi.

Immagina che un tuo paziente, magari già in terapia da un anno, ti racconti di essere omosessuale. Probabilmente, il tuo paziente ti sta raccontando qualcosa che gli sta così a cuore dopo tempo dall’inizio della terapia perché inizia a percepire più solidamente un’alleanza terapeutica. In quel momento, è verosimile che il paziente sarà attento alle tue reazioni, anche corporee.

Trasalimento, un colpo di tosse, un ritiro delle gambe…sono tutti segnali comportamentali di stupore e chiusura verso ciò che il paziente sta dicendo. È importante porre attenzione anche a questo aspetto.

Cerca, inoltre, di arredare il tuo studio rendendolo più accogliente possibile: prevedi magari solo un bagno in cui possano entrare tutti, evitando la rigida distinzione maschi-femmine che non include le persone trans, non-binary o agender. Elimina i libri che possano avere titoli patologizzanti o escludenti per le persone LGBT+.

Porsi con uno sguardo non giudicante

Per essere un bravo psicologo LGBT+, è fondamentale evitare le microaggressioni, ma anche guardare con occhio non giudicante alle esperienze delle persone che abbiamo di fronte. È importante ricordare che le esperienze soggettive delle persone LGBT+ possono essere diverse, uniche secondo modalità differenti. Non esiste una modalità di essere gay o trans. Esistono tante esperienze quante sono le persone a sperimentarle.

Infine, se questi primi accorgimenti ti hanno aperto un mondo e volessi approfondire le tue reazioni con le persone LGBT+, può essere utile richiedere una supervisione.

Leave your thought here

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Il contenuto è protetto.
it_ITItalian
it_ITItalian
Select the fields to be shown. Others will be hidden. Drag and drop to rearrange the order.
  • Immagine
  • SKU
  • Valutazioni
  • Prezzo
  • Magazzino
  • Disponibilità
  • Aggiungi al carrello
  • Descrizione
  • Contenuto
  • Peso
  • Dimensioni
  • Additional information
  • Attributi
  • Custom attributes
  • Custom fields
Comparatore
Lista desideri 0
Apri la Lista desideri Continua lo shopping